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domenica 22 luglio 2018

La scellerata svendita del Conservatorio Santa Maria delle Grazie...


Il Sindaco di Sorrento in accordo  con la sua maggioranza,  in spregio alla volontà testamentaria della dama Sorrentina Berardina Donnorso e alla conservazione di un bene dei cittadini, continuando  a confondere  la cosa pubblica con quella privata, persevera  nella sua decisione di svendere il conservatorio Santa Maria delle Grazie, fregandosene dei cittadini e della loro più volte manifestata contrarietà a questa scelta scellerata. Ormai per lui è cosa fatta, al comune gli uffici competenti hanno pronte le autorizzazioni per il cambio di destinazione d’uso di alcuni locali del Conservatorio S.M. delle Grazie che verrà trasformato nell’ennesima struttura ricettiva. Ecco la volonta della nobildonna Berardina Donnorso: “L’lstituto ha lo scopo di provvedere gratuitamente, secondo i propri mezzi, al ricovero, mantenimento, educazione morale e fisica ed istruzione delle orfane o fanciulle povere dei Comuni di Sorrento, Piano di Sorrento, S. Agnello e Meta”. Ma a quanto pare tali volontà testamentarie non fanno alcuna specie.

Alcuni mesi fa, attraverso i nostri  Senatori Michela Montevecchi e Sergio Puglia, abbiamo inviato una lettera alla Soprintendenza archeologica delle belle arti di Napoli al fine di esaminare attentamente la questione.  
Al più presto presenteremo una interrogazione parlamentare per fermare questa inopportuna e vergognosa decisione.
Dopo la svendita del vallone dei Mulini diciamo basta alla continua perdita di pezzi di storia  dei Sorrentini.
Lotito Rosario

Di seguito la lettera inviata alla Sopraintendenza archeologica delle belle arti dell’area metropolitana di Napoli.

Spett.le
SOPRINTENDENZA  ARCHEOLOGICA BELLE ARTI
AREA METROPOLITANA NAPOLI
Alla c.a. Dott.ssa  Adele CAMPANELLI
Piazza del Plebiscito (Palazzo Reale), 1
80132 Napoli

OGGETTO: lavori di ristrutturazione edilizia Ente Morale Conservatorio Santa Maria delle Grazie - autorizzazione protoc. CL.34.19.04/34.38

Gli scriventi Senatori Michela Montevecchi e Sergio Puglia, formulano la presente per porre l’attenzione sulla inspiegabile decisione dell'Ente Morale Conservatorio Santa Maria delle Grazie di concedere in locazione una porzione del Conservatorio, sottoposto alle disposizioni di cui al codice dei beni culturali, per l'esercizio dell'attività di affittacamere, casa vacanze, Bed and Breakfast, albergo diffuso, ostello, vendita e somministrazione di alimenti e bevande ivi comprese alcolici e superalcolici, dolciumi e gelati, vendita al dettaglio della gastronomia locale, di souvenir ed articoli da regalo, agenzie per servizi turistici, noleggio di auto, moto, scooter, biciclette, natanti e imbarcazioni.
Preme rilevare non solo che la porzione immobiliare, così come l'intero edificio, insiste nel centro storico della Città, ma anche che da oltre un cinquantennio attualmente il piano primo oggetto di locazione è destinato ad aule scolastiche ed il piano secondo, dal tempo del suo risanamento, è stato sempre destinato all'attività scolastica.
L'edificio inoltre insiste in "zona A - Insediamenti e nuclei premoderni - disciplinata dall'art. 15 del p.u.c.; quest’ultimo in tale zona prevede che gli interventi simo rivolti al risanamento conservativo complessivo dell'organizzazione urbana, alla tutela e conservazione dei beni culturali ed ambientali, al restauro dei beni di particolare valore storico, architettonico, tipologico ed etnoantropologico, nell'obiettivo di una valorizzazione dei beni e della conservazione dei valori culturali e tradizionali del territorio. Il citato art. 15 del puc consente destinazioni d'uso per attività turistico-ricettive solo se già esistenti e per i beni vincolati ai sensi del D.lgs. 42/2004 solo interventi di restauro, come definiti dall'art. 29 del medesimo d.lgs. e dall'art. 8 del RUES (ex plurimis la conservazione o l'integrazione delle caratteristiche fondamentali dell’impianto distributivo -organizzativo originario).
E’ evidente che un intervento della natura di quello in oggetto, non sia consentito nella zona ove insiste l'edificio di proprietà del "Conservatorio" (centro storico) perché contrario alla normativa edilizia, escluso in ragione sia delle opere che deve eseguire sia dell'attività che deve svolgere.
Con la presente quindi, si chiede una verifica dei presupposti per il rilascio delle autorizzazioni per l’attuazione dei necessari presupposti per la tutela storico-architettonica dell’immobile.

Cerimonia del Ventaglio e Acqua Pubblica


Durante la Cerimonia del Ventaglio tenutasi lo scorso 19 Luglio a Roma, il Presidente della Camera Roberto Fico ha confermato la sua volontà di avviare l'iter per la presentazione di un Disegno di Legge volto alla ripubblicizzazione dell'acqua, come aveva del resto già affermato in un incontro tenutosi a  Napoli presso la Federico II sul tema dell'acqua come Bene Comune.
Il Movimento 5 stelle è da sempre sensibile a questa tematica, basti pensare che la prima stella del simbolo grillino rappresenta proprio l'acqua pubblica. Schieratosi fin dalla prima ora al fianco dei Movimenti per l'acqua rigetta la possibilità che si possa mercanteggiare su un bene fondamentale per la vita delle persone. Purtroppo la volontà popolare espressa con il referendum del 2011  non ha ancora trovato una sua piena realizzazione. Le singole regioni chiamate a legiferare recependo il risultato del referendum, hanno visto via via bloccare i loro tentativi di ripubblicizzazione dalla Corte Costituzionale per  la mancanza di una Legge Quadro Nazionale di riferimento. È successo in Puglia, in Veneto e in Lombardia.
In Campania nel 2015 è nata la legge di riorganizzazione del comparto idrico che ha visto la creazione dell’Ente Idrico Campano, unico Ente chiamato a pianificare gli investimenti e ad individuare i nuovi soggetti che dovranno gestire la rete idrica dei singoli Ambiti Territoriali.
Nella legge si parla della creazione di società consortili atte a raccogliere l’affidamento della gestione idrica, ma nulla è ancora stato fatto in questa direzione.
Inoltre la legge, prevedendo un piano di investimenti regionale, allontana dalle amministrazioni locali la possibilità di decidere autonomamente quando e quali interventi di manutenzione e riammodernamento effettuare nel tempo.
La rete idrica della Penisola Sorrentina, facente parte dell'Ambito Sarnese Vesuviano, è attualmente gestita dalla  Gori, società al 51% pubblica ed al 49% privata. 

Questa l'attuale partecipazione al Capitale:

Ente d’Ambito Sarnese Vesuviano 51,00%
(Consorzio obbligatorio dei 76 comuni dell'Ambito Distrettuale Sarnese-Vesuviano - già A.T.O. 3 "Sarnese-Vesuviano" della Regione Campania)


Sarnese Vesuviano Srl 37,05%

(il cui 99,3% è detenuto da ACEA S.p.A.)


ASM 11,93%

(Azienda Speciale Multiservizi Pomigliano d’Arco)


ASAM 0,02%

(Azienda Speciale Castellammare di Stabia)


Il contratto stipulato con la Gori scadrà nel 2030, ma noi speriamo possa essere rescisso al più presto per fare posto ad una nuova gestione pubblica. Nel corso degli anni la  Gori ha visto accumularsi un debito di quasi 330 milioni ed ha gestito con metodi clientelari e privi di alcun controllo le assunzioni del personale. Investimenti ridicoli sono stati fatti per l’ammodernamento della rete , mentre le tariffe sono cresciute nel tempo per far fronte ai debiti via via accumulati, senza tra l’altro riuscire a risanare la situazione economica gravemente compromessa.
Inoltre la rete fognaria fa acqua da tutte le parti. È ormai nota a tutti la mancanza quasi ovunque nel nostro territorio di una separazione tra acque chiare e acque scure, che rende insufficiente la portata del depuratore di Punta Gradelle.
 È di pochi giorni fa l'ispezione effettuata nella parte di rete fognaria che occupa l'ultimo tratto del Vallone Lavinola: una grossa falla causa la fuoriuscita di materiale fecale che, riversandosi in mare, rende spesso quella zona non balneabile, nonostante sia circondata da bandiere blu!
Questi sono solo alcuni dei problemi  che riguardano la rete idrica del nostro territorio e ciò a dimostrazione che una gestione privata di un bene così strategico è tutt'altro che una gestione efficiente.
Gli italiani si sono espressi contro questo stato di cose con il loro voto al referendum del 2011 ma i governi succedutisi da allora hanno concluso i loro mandati ben lungi dall'aver reso l'acqua nuovamente pubblica. L'attuale Governo dovrà assolutamente porre rimedio a tale inaccettabile ritardo e le parole del Presidente Fico alla Cerimonia del Ventaglio ci lasciano ben sperare.

martedì 3 luglio 2018

Centraline per la qualità dell'aria. I dati di Meta



Abbastanza significativi i dati rilevati negli ultimi giorni dalla centralina di Meta, rispetto al valore delle polveri sottili. 

Il particolato atmosferico, a causa delle sue ridotte dimensioni, penetra nel sistema respiratorio e, nel caso del particolato più fine, passando attraverso i polmoni penetra anche nel sistema cardiocircolatorio, producendo un'azione irritante ed infiammatoria.

La normativa italiana ed europea individua tre livelli di riferimento a tutela della salute umana, i quali non andrebbero mai superati:
  • media annuale del PM10 di 40 µg/m3
  • 35 giorni all’anno con media giornaliera di PM10 superiore 50 µg/m3
  • media annuale del PM2.5 di 25 µg/m3 (a partire dal 2020 questo valore dovrebbe ridursi a 20 µg/m3)

Ecco gli ultimi dati (polveri sottili) della centralina di Meta:


La linea viola si riferisce al limite medio annuale, mentre la linea marrone rappresenta il limite che non andrebbe superato per più di 35 giorni in un anno. Non abbiamo dati sintetici su tempi così lunghi, ma i livelli raggiunti in così pochi giorni fanno pensare che anche i dati di sintesi (medie annuali) saranno superiori ai limiti di legge.

Particolarmente elevata risulta la lettura del 3 luglio alle ore 16:58. Ben 56 microgrammi per metro cubo!


Ricordiamo che le centraline SmartNose Dust non sono certificate ed in questa sede ribadiamo che i loro dati, al contrario di quelli rilevati dalle centraline dell'Arpac, non possono essere considerati dati ufficiali. Richiediamo quindi con forza ai Comuni della Penisola l'installazione di Centraline Fisse dell'Arpac e che non si aspetti più ad intervenire sul traffico veicolare puntando su una mobilità sostenibile che rispetti l'ambiente e la nostra salute.


Anche in Penisola le centraline SmartNose Dust per la qualità dell'aria

Il MeetUp Penisola Sorrentina, dopo aver insistentemente richiesto ai vari Comuni della Penisola l'installazione di centraline fisse dell'Arpac per il monitoraggio dell'inquinamento atmosferico, ha provveduto con la forma dell'autofinanziamento all'acquisto e all'installazione di 3 centraline SmartNose Dust per la qualità dell'aria. Attualmente le tre centraline sono posizionate a Meta in via Angelo Cosenza, tra Piano e Sant'Agnello all'altezza della cosiddetta "Siesta" e a Sorrento in quel di Marano. 

Il Meetup ha messo anche a disposizione dei cittadini l'applicazione "Che Aria Tira" scaricabile gratuitamente su:

Play Store per i cellulari Android
App Store per i cellulari Ios.

L'app è di facile utilizzo (è disponibile un Tutorial all'indirizzo: https://youtu.be/6jqXmWgvclQ) e permette di accedere rapidamente ai dati raccolti dalle tre centraline.


Purtroppo com'era prevedibile dati i livelli del traffico veicolare in Penisola, gli SmartNose Dust rilevano spesso sforamenti rispetto ai limiti previsti dalla legge. 

I "Nasi elettronici" controllano:

  • PM 10       polveri sottili
  • PM 2.5      polveri fini
  • CO            monossido di carbonio 
  • NO2          biossido di azoto
  • Temperatura
  • Umidità 

Le centraline SmartNose Dust non sono certificate ed in questa sede ribadiamo che i loro dati, al contrario di quelli rilevati dalle centraline dell'Arpac, non possono essere considerati dati ufficiali, ma ci possono aiutare ad acquisire consapevolezza rispetto ad un problema, quello dell'inquinamento atmosferico, troppo a lungo ignorato in Penisola Sorrentina.

venerdì 29 giugno 2018

EST MODUS IN REBUS (OVVERO ORAZIO, PEPPINO MECENATE E I FALÒ DELLE VANITÀ)

Un dubbio atroce mi tormenta, consegnando le notti brevi del solstizio estivo a un profondo struggimento: Cosa mai direbbe Orazio, se vi s'imbattesse durante una delle sue ecopedalate politically correct, al prodigo primo cittadino di Sorrento, Peppino Mecenate (con il danaro altrui)?

Quinto Orazio Flacco, ritratto di Giacomo Di Chirico

Si dà il caso, infatti, che sotto il suo alto patronato la città abbia ospitato, nell'indifferenza generale, una manifestazione culturale di mondiale irrilevanza intitolata - absit iniuria verbis - alla memoria di Biagio Agnes.

Alla cerimonia di consegna del premio dedicato all'ex direttore generale della RAI, un vero parterrre de roi: presenti, infatti, in un intreccio proteiforme di politica, spettacolo, imprenditoria e informazione, il gotha del giornalismo patrio, un paio di ex boiardi di Stato, politici, politicanti e governatori, una pletora di starlette televisive, la crème del milieu autoreferenziale pseudointellettuale di sinistra (vellutate sopravvivenze cachemire della decaduta gauche caviar cattocomunista) e financo l'ambasciatore italiano presso la Santa Sede. 

Ebbene, il Comune di Sorrento ha stanziato - è lecito supporre con l'imprimatur di Peppino Mecenate - la somma esiziale di 120.000,00 Euro (centoventimila), di cui ben 65.840,00 (sessantacinquemilaottocentoquaranta) destinati alle strutture alberghiere presso cui pare abbiano dimorato le auguste personalità convenute per officiare la trita liturgia mondana celebrata al borgo di Marina Grande.

"Auguste", si diceva. Degna di un Princeps, infatti, l'accoglienza loro riservata: ben quaranta, a quanto sembra, le camere prenotate presso l'Excelsior Vittoria (la Casa più prestigiosa - e più costosa - tra le tante del Paese).

L'aggettivo sostantivato "augusto" ha la propria radice nel verbo latino "àugeo", che significa "arricchire", "aumentare", "accrescere"; "àuctor" era "is qui auget", ovvero colui il quale, per il tramite di una "forza inerente e promanante dalla sua persona" legittimava una condotta pregiuridica sancendone l'ingresso nella sfera del rilevante giuridico. Colui il quale, in altre parole, dava "forma" alla "sostanza".

Orbene, mi chiedo - e chiedo a voi, lettori arditi -, è lecito immaginare che starlette, politicanti e intellettuali capalbiesi d'adozione possano aver dato lustro (e, dunque, "arricchito", "accresciuto", "aumentato" il prestigio e la notorietà nel mondo) alla celebre città delle Sirene? Oppure, com'è ragionevole pensare, allo stesso modo in cui fu Napoli ad "accrescere la fama dei Borboni ben oltre i loro meriti", siano stati essi a risplendere della sua luce abbacinante?

Vi par dunque accettabile - facendo la tara ai tanti problemi sui quali si sarebbe potuto incidere impiegando diversamente il danaro dilapidato per le suite imperiali dell'Excelsior - che i soldi dei cittadini siano stati inceneriti per alimentare un vacuo, inutile, algido falò delle vanità che nulla lascia in eredità se non cospicue prebende agli albergatori sorrentini?

Se davvero animate dall'afflato, vi chiedo, non avrebbero potuto, le auguste presenze intervenute, piamente soggiornare a spese proprie anzichè gravare sulle esauste casse dell'Amministrazione? 

EST MODUS IN REBUS. 

Così, dunque, avrebbe forse apostrofato Orazio il novello Mecenate sorrentino. Aggiungendo, magari, che sunt certi denique fines, quos ultra citraque nequit consistere rectum ("vi sono determinati confini, al di là e al di qua dei quali non può esservi il giusto").


V'è una misura in tutte le cose, insomma. 

Bisognerebbe forse campeggiasse, questa antica verità, sul fondo rosso dello stemma di Sorrento. Memento magno a beneficio dei primi cittadini che in futuro fossero tentati dalla vanagloriosa, inutile lusinga dell'effimero in tempi tempestosi di crisi e austerità. 


mercoledì 20 giugno 2018

Chiusura del Centro di Igiene Mentale Sorrento... Lettera al Ministro Grillo..

Ormai è chiaro a tutti, non c'è la volontà  da parte dei vertici dell'ASL e dei sindaci di voler trovare una soluzione alla chiusura dell'Unità Operativa di Salute Mentale di Sorrento. Nonostante petizioni, comitati e indignazione popolare la dismissione dell' UOSM prosegue spedita e a breve ne verrà decretata la chiusura.  Al fine di poter evitare un tale sciagurato evento abbiamo informato il Ministro alla salute  Dott.ssa Giulia Grillo per metterla al corrente di quello che sta accadendo in penisola Sorrentina. Di seguito la nostra missiva inviata direttamente al Ministro. 


Esimia  e gentilissima dottoressa Giulia Grillo,
Ministro della sanità,
questa mia per informarla di un grave evento che si sta verificando a Sorrento: la chiusura dell’ unità operativa di salute mentale (distretto 59 ASL NA 3 SUD) che da anni opera sul territorio peninsulare. La UOSM nonostante il ridotto numero di  personale  rappresenta una delle eccellenze sanitarie in Campania  gestisce un territorio molto vasto che va da Massa Lubrense fino a Vico Equense con una popolazione residente di circa 85.000 abitanti, con presenze durante il periodo estivo che arrivano a circa  250.000 persone, erogando oltre 9000 interventi annui e circa  25 prestazioni al giorno (riferimento anno 2017). Nonostante le difficoltà nel trattare pazienti di altre nazioni, con lingue e realtà sanitarie diverse l’UOSM di Sorrento spicca tra tutte le altre per il contenimento della spesa. Nel 2017 si sono registrati  solo 5 TSO di cui 2 per persone straniere; rispetto alle altre UOSM  campane le giornate di degenza  in comunità  sono solo un decimo Inoltre la struttura, confrontata con altre simili  presenti in Campania, con un fitto annuale di 163262,00 Euro risulta essere  tra quelle meno care.

La UOSM si divide in due reparti principali:
- la Struttura Intermedia Residenziale (SIR) ad alta assistenza h24 che attualmente ospita 10 persone
- il Centro di Salute Mentale (CSM) che opera  per tutto il territorio del distretto 59.
Ad oggi La struttura residenziale SIR viene chiusa in quanto non possiede i requisiti previsti  dal DPCM 22/12/1989 allegato A criterio n. 10 - STANDARD DIMENSIONALI. (GU Serie Generale n.2 del 03-01-1990)

“ Gli  standard dimensionali cui riferirsi nella realizzazione delle residenze sono  determinati  nelle  misure  che  seguono.  Va  tenuto presente   che   gli   standard   rapportati  alle  persone  sono  da considerarsi netti, in quanto fanno riferimento a superfici utili per lo svolgimento delle funzioni specifiche:
a)  la  superficie  totale  utile  funzionale della struttura e' fissata in mq. 40/45 per ospite;
b) per gli alloggi:
mq 28 per una persona
mq 38 per due persone
mq 52 per tre persone
per le camere (bagno escluso)
mq 12 per una persona
mq 18 per due persone
mq 26 per tre persone
mq 32 per quattro persone;
c)  le  restanti  aree  di  attivita'  e  di  servizio  sono  da dimensionarsi nel computo complessivo dei 40/45 mq per ospite di  cui alla precedente lettera a);
d) nel caso di strutture preesistenti e di ristrutturazioni sono accettabili misure in  eccesso  o  in  difetto  entro  il  20%  degli standard di riferimento”.
Essendo ad oggi i  pazienti della SIR  di Sorrento 10 il riferimento di legge in base al quale si è deciso di chiudere la struttura è sbagliato.  Infatti, in base al numero dei pazienti ricoverati, va preso in considerazione il  DPR del 1° novembre  1999 (Gazzetta ufficiale  n.274 del 22/11/1999), pagina 12  Presidi di tutela della salute mentale Struttura residenziale psichiatrica …Requisiti Minimi strutturali per le strutture residenziali psichiatriche.. (http://www.gazzettaufficiale.it/eli/gu/1999/11/22/274/sg/pdf)  In base a tali requisiti le strutture fino a 10 posti letto possono avere le "caratteristiche delle civili abitazioni ed organizzazione interna che garantisca sia gli spazi e i ritmi della normale vita quotidiana” . e non il DPCM 22/12/1989 che fa riferimento alle strutture con numero di ricoverati da 11 a 20.
 L’esistenza di un Dipartimento di salute mentale a Sorrento è prevista nel piano aziendale dell’ASL. La sua presenza, quindi, è ritenuta necessaria dalla stessa azienda che oggi decide di chiuderlo.

Mi preme porre alla sua attenzione il grave disagio che stanno vivendo i 10 pazienti ricoverati presso la SIR che venendo trasferiti in altra struttura vedranno sparire il loro mondo, quel mondo  composto da legami sociali stabiliti con i cittadini di sorrento e da quell’equilibrio psicologico che li vede legati ad una città ed un luogo considerato la loro casa.
Certo di un suo interessamento porgo distinti e cordiali saluti.

Rosario Lotito



giovedì 14 giugno 2018

VOX CLAMANTIS IN DESERTO: AGONICA DIACRONIA DI UN FALLIMENTO.





Inizio dalla fine. Al comizio di chiusura della campagna elettorale di Fabio Aponte non ha assistito che uno sparuto gruppo di coraggiosi, impavide sopravvivenze di un dissenso politico putrescente, decomposto. Defunto.

Del resto, anche prima dell’evento climaterico, la via crucis elettorale degli omerici pentastellati per il territorio comunale è stata scandita da silenzi assordanti e vuoti oceanici: Ovunque usci socchiusi, sussurri e bisbigli, imposte serrate, sagome umbratili, sguardi obliqui, figure sbilenche. E la puzza mortale della PAURA. 

Eppure, dietro quegli usci e oltre quelle imposte stavano anche gli elettori che il 4 Aprile 2018 hanno premiato il Movimento con una messe di voti (quasi il 50% di quelli validamente espressi). Gli stessi, tantissimi, che protetti dall’anonimato e dalla tenebra non hanno lesinato, durante la campagna elettorale, incoraggiamento, sprone, attestazioni accorate di stima.

Dietro quegli usci, oltre quelle imposte respiravano, dunque, le stesse donne e gli stessi uomini che hanno contribuito a fare dei pentastellati una forza di governo. Gli stessi uomini e le stesse donne che avrebbero potuto scegliere, anche a Sant'Agnello, tra la politica pietrificata degli ultimi venti anni e il soffio potente del cambiamento; tra la perpetuazione di un potere politico "dinastico" e il senso di una fiduciosa apertura a un futuro migliore.

Com’è andata, lo sappiamo tutti; alle Termopili, del resto, anche Leonida dovette capitolare. Nonostante l'olimpico coraggio.

L'onda lunga del successo elettorale dello scorso mese di marzo sembra evaporata in una debolissima risacca (ma l'agòne delle “politiche”, si sa, è altra cosa rispetto al teatrino elettorale di provincia); ciononostante, il risultato conseguito – ben tre candidati eletti al Consesso consiliare – non può non essere considerato “straordinario”, rifulgente di luce intensissima, unico lucore nel buio in cui sembra siano sprofondate le altre liste pentastellate presentatesi in Campania. Giusto premio all'impegno e all'entusiasmo di persone affidabili, rette, preparate, intellettualmente oneste, eticamente solide.  

Non gioisca, però, il sindaco uscente (pardon, riconfermato), nel leggere questa breve diacronia agonica di un fallimento. E’ del suo fallimento, infatti, che si narra.

Una comunita’ che mortifichi se stessa sacrificando afflato e partecipazione sincera sull’altare della paura, del metus, del timore di palesare la propria adesione a un progetto gia’ premiato solo poche settimane fa, NON È UNA COMUNITÀ LIBERA. Questo clima di sottile paura, che purtroppo non si è dissolto nel segreto dell’urna, e’ il manifesto di un monumentale fallimento. Un fallimento culturale, innanzitutto. Un fallimento politico, civile, sociale. Epocale.

Tuttavia, il sindaco uscente (pardon, riconfermato) sarà il sindaco di tutti i santanellesi. Di chi abbia votato “alzando la testa” e di chi, invece, non abbia avuto il coraggio di osare. 

Gli auguro, pertanto, buon lavoro. Ma sappia che adesso nulla sarà più come prima, nel Palazzo. 


sabato 2 giugno 2018

Centro igiene mentale Sorrento ... Le verità nascoste.


L'Unità Operativa Salute Mentale (UOSM) di Sorrento distretto 59 si occupa di un territorio che va da Massa Lubrense fino a Vico Equense con una popolazione residente di circa 85.000 abitanti ma con punte che toccano  250.000 persone durante i periodi estivi.

La UOSM si divide in due reparti principali:
- la Struttura Intermedia Residenziale (SIR) ad alta assistenza h24 che ospita attualmente 11 persone
- il Centro di Salute Mentale (CSM) che opera su tutto il territorio del distretto 59 che nel 2017 ha erogato oltre 9000 interventi con una media di 25 prestazioni al giorno.
Nonostante una carenza cronica e grave di personale, malgrado le difficoltà nel trattare pazienti di altre nazioni, con lingue e realtà sanitarie diverse, nel 2017 Sorrento spicca tra tutte le altre UOSM per il contenimento della spesa.
Ma sebbene la struttura di via del mare venga considerata un eccellenza nel panorama sanitario Campano si è deciso di chiuderla.
La motivazione addotta  a tale scellerata e disumana decisione  è che l' immobile non possiede i requisiti richiesti dal DPCM 22/12/1989 allegato A criterio n. 10 - STANDARD DIMENSIONALI.
“ Gli  standard dimensionali cui riferirsi nella realizzazione delle residenze sono  determinati  nelle  misure  che  seguono.  Va  tenuto presente   che   gli   standard   rapportati  alle  persone  sono  da considerarsi netti, in quanto fanno riferimento a superfici utili per lo svolgimento delle funzioni specifiche:
a)  la  superficie  totale  utile  funzionale della struttura e' fissata in mq. 40/45 per ospite;
b) per gli alloggi:
mq 28 per una persona
mq 38 per due persone
mq 52 per tre persone
per le camere (bagno escluso)
mq 12 per una persona
mq 18 per due persone
mq 26 per tre persone
mq 32 per quattro persone;
c)  le  restanti  aree  di  attivita'  e  di  servizio  sono  da dimensionarsi nel computo complessivo dei 40/45 mq per ospite di  cui alla precedente lettera a);
d) nel caso di strutture preesistenti e di ristrutturazioni sono accettabili misure in  eccesso  o  in  difetto  entro  il  20%  degli
standard di riferimento”.

In data 31/01/2018 la  Dott.ssa Costantini direttrice generale dell’Asl Na 3,  ha fatto richiesta ai sindaci  peninsulari di mettere a disposizione dell'ASL in comodato d'uso, un immobile che avesse le caratteristiche per poter ospitare sia la SIR che l’ UOSM. Ma purtroppo nessun amministratore ha dato la disponibilità di un immobile idoneo.
Nell' ultima riunione tenutasi venerdì 01/06/2018 a Vico Equense   tra i Sindaci della penisola Sorrentina, la dott.ssa Antonietta Costantini, direttrice generale dell’Asl Na 3, Luigi Esposito, direttore sanitario degli Ospedali Riuniti della Penisola Sorrentina e Grazia Formisano, direttore U.O.C. DS 59 si è  deciso  che il centro di igiene mentale di Sorrento sarà trasferito al piano terra del distretto dell'Asl di Sant'Agnello, mentre i degenti ospitati nella struttura di via del Mare saranno trasferiti nella “Casa del Sole” a Terzigno e nel centro di riabilitazione dell’Oasi San Francesco di Castellammare di Stabia.
Insomma tutti felici e contenti con buona pace dei pazienti e dei loro familiari.

Alcune domande sorgono spontanee:


1)   Perchè si è detto che la struttura di via del mare è cara? Rispetto ad altre strutture dell’interland Campano essa risulta esser molto meno costosa, infatti se viene paragonata alla UOSM di San Giorgio, struttura molto simile come tipologia di servizi, ne costa circa la metà
2)   Come mai mentre un documento del ASL del 12/01/2018 prot. 422 ASL NA 3 sud a firma del direttore Generale Dott.ssa  A.Costantini dispone la chiusura del UPCSM di Sorrento entro il 01/03/2018  una determina dirigenziale la N° 236 del 02/03/2018 a firma del direttore del servizio Donnarumma Sebastiano disponeva “ lavori di manutenzione edile straordinaria presso le strutture afferenti al DSM Penisola Sorrentina” per un importo di 120.290,00€..?
3)    Come mai proprio la struttura di Terzigno? Chi è il proprietario di tale struttura? Ad oggi la struttura di Terzigno quanti pazienti ospita? forse un esiguo numero non giustifica il fitto?
4)   I nostri sindaci sono consapevoli,  dopo le esultazioni, le passerelle, le felicitazioni e le belle parole di aver dimostrato di non sapere  nulla di cosa dice  il DPR del 1°novembre del 1999 ed in particolare per quanto riguarda i Requisiti Minimi strutturali per le strutture residenziali psichiatriche?  In base a tali requisiti le strutture fino a 10 posti letto possono avere le "caratteristiche delle civili abitazioni ed organizzazione interna che garantisca sia gli spazi e i ritmi della normale vita quotidiana” quindi basterebbe ridurre a 10 i posti letto  con una semplice nota aziendale che la struttura di via del mare diverrebbe, in seguito a lavori di adeguamento, immediatamente e magicamente a norma.

Finalmente abbiamo un ministro della sanità pronto ad ascoltare le nostre istanze, ed è a lui che, unitamente ai nostri consiglieri regionali, presenteremo un dettagliato dossier al fine di far luce su una vicenda che nasconde  dei lati non chiari.  
Diciamo No alla deportazione di cittadini meno fortunati, integrati in un  tessuto sociale che  rappresenta il loro mondo e la loro casa.

Lotito Rosario




martedì 29 maggio 2018

Percorso meccanizzato...NO alla svendita delle proprietà dei Sorrentini..


Leggo  alcune proposte di svendere beni immobili comunali per poter finanziare  la realizzazione del percorso meccanizzato che collegherà il parcheggio Lauro con il porto di Sorrento.
L’esponente della lista il Ponte il sig. Pontecorvo, insiste nel  proporre la vendita di  alcuni immobili di proprietà dei cittadini. Si  propone di vendere  l’immobile che ospita dal 1874 il  “Circolo Sorrentino”, una perla posizionata in piazza Tasso  proprio sotto  l’orologio..  In seguito alla relazione dell’ufficio ragioneria, il comune ha la capacità finanziaria di poter contrarre un prestito di 8 milioni di euro, che aggiunti agli altri 8 milioni finanziati  dalla regione Campania permetterebbe di realizzare l’opera i cui incassi andrebbero ad estinguere in pochi anni ed in piena sicurezza il debito contratto.  Quindi non capisco questa smania di svendere proprietà che appartengono ai cittadini. Paventare la vendita di una tale proprietà e cosa assurda. Noi ci batteremo affinchè il percorso meccanizzato venga realizzato sia con i fondi erogati  dalla regione Campania  sia con i fondi reperibili attraverso un prestito.
Basta  svendere le proprietà dei Sorrentini.

Lotito Rosario..

sabato 26 maggio 2018

CITTADINI, PUNTO E BASTA.


Ci siamo. Anche a S.Agnello il M5S si presenta alle elezioni comunali, come di consueto con una squadra di "cittadini", non "politici di professione", solo due mandati è il nostro motto, perchè da sempre crediamo nella possibilità di contribuire a migliorare il paese in cui viviamo partendo da chi il paese lo vive nelle difficoltà e non da chi lo immagina per conto terzi. 

Alla presenza di diversi Parlamentari del Movimento Cinque Stelle, è stata presentata la lista del M5S a S.Agnello. Erano presenti in piazza Matteotti, le senatrici Paola Nugnes e Virginia La Mura, ed i parlamentari Salvatore Micillo e Carmen Di Lauro eletti alla Camera dei Deputati. E’ intervenuto successivamente anche il consigliere regionale Luigi Cirillo. La presentazione del programma è stata affidata a Fabio Aponte, candidato sindaco e attivista storico del MeetUp Penisola Sorrentina. Da sempre appassionato di minerali si laurea con il massimo dei voti in geologia, la sua tesi sui giacimenti minerari finisce su riviste scientifiche del settore. Svolge attività di ricercatore presso l’Università Federico II per due anni, poi decide di trasferirsi in Sudafrica e lavora per conto di una società tedesca che si occupa di estrazione mineraria. Successivamente crea egli stesso una società in Zimbabwe per l’estrazione del granito, seguendone la produzione e vendita. Dopo 15 anni e studi in un Master in Business Leadership presso l’Università di Pretoria, rientra in Italia per lavorare nell’azienda di navigazione di famiglia. Coerente da sempre con quelli che sono poi stati i principi fondanti del M5S di contenimento del consumo di suolo, non interviene in nessun dibattito politico durante il suo incarico di “supplente” della commissione paesaggistica ma presenta le dimissioni appena arriva la certificazione dallo staff del M5S per guidare la sua squadra.

I candidati inseriti nella lista del M5S per le elezioni al consiglio comunale di S.Agnello presentano un curriculum non meno valido del candidato sindaco, per il livello professionale ma anche dell’impegno sociale e umanitario. È presente nel gruppo Francesca Moroni, un’insegnante di matematica con dottorato di ricerca in Statistica Economica e dieci anni di lavoro come informatico presso una società di Napoli. La difesa della qualità dell’aria è tra le sue battaglie da attivista più recenti, nel MeetUp Penisola Sorrentina, insieme agli altri attivisti avvia il comitato “che aria tira” che presiede e che raccoglie fondi per l'acquisto di smart nose, attrezzature utili al monitoraggio e controllo dell’aria. Tatiana Di Maio, un’ insegnante di scuola dell’Infanzia, sensibile alle tematiche che riguardano i bambini, i diversamente abili, le minoranze e la lotta per la parità di genere. Anna Sallustro, Counselor, laureata in Scienze della Formazione, da sempre impegnata nel sociale che ha scelto sia come lavoro che come volontariato (assoc. M.Fanelli; “casa Miriam” a Meta; assoc. “Mamme al centro”). Ha partecipato a progetti per la lotta alla tossicodipendenza. Sono presenti nella lista, giovani come Fabio Galano, iscritti all’associazione M5S recentemente ma, “uno vale uno”, con ruoli e potere decisionale perfettamente uguale a tutti gli altri attivisti storici del gruppo. E’ il presidente di una squadra giovanile di ciclismo e appassionato organizzatore di eventi sportivi da più di 10 anni. Concetta Scarpato, operatrice turistica per una nota società di settore di Ischia. Giovanni Di Maio, geologo, specializzato nell’utilizzo di prospezioni geofisiche applicate alla ricerca archeologica. Giuliano Greco, attivista storico del gruppo Penisola appassionato e esperto nei progetti di microcredito. Isabella Palomba laureata in scienze naturali, specialista in biologia marina, docente di sostegno presso il Liceo Artistico-Musicale di Sorrento. Eleonora Di Maio, attrice e regista teatrale laureata all’Accademia Nazionale d'arte drammatica "Silvio D'Amico" di Roma. Dirige la sua scuola di Musical Theatre & Dance "On Broadway" ed insegna recitazione. Ha curato e diretto come regista spettacoli ed eventi culturali ed artistici. Esperta esterna per il  Musical in lingua inglese presso l’Istituto Comprensivo “Torquato Tasso” di Sorrento nell’ambito del progetto Scuola Viva. Carmine Maresca, musicista e didatta ha tre lauree e tre abilitazioni. Presidente dell’Associazione Culturale Jazz’è, ha ricevuto numerosi premi internazionali e borse di studio. Ha ideato e curato diverse manifestazioni e rassegne concertistiche per i comuni della penisola sorrentina. Insegna strumento nei corsi a indirizzo musicale nella scuola statale. Adele Paturzo, laureata in scienze politiche con master in finanza etica, giornalista pubblicista, lavora da anni nel settore turistico come capogruppo e accompagnatrice. E' presidente di un circolo culturale, "Endas penisola sorrentina" ed è editore della testata locale "telestreetarcobaleno".


I candidati al Governo del Cambiamento della Città di S.Agnello, sarà possibile incontrarli tutti i giorni al comitato elettorale di corso Italia non lontano dalla piazza oppure domenica 27 Maggio, di mattina nella piazza di S.Agnello antistante la chiesa e domenica sera a Trasaella. Il 31 il gruppo organizzerà la ormai tradizionale raccolta fondi per la campagna elettorale in cui i candidati “servono” la Pizza ai Cittadini, ristorante Ciao Totò alle 20.30. Domenica 3 Giugno, verrà a trovare i santanellesi, l’Europarlamentare M5S Piernicola Pedicini, Membro della Commissione per l'ambiente, sanità pubblica e sicurezza alimentare, la sanità pubblica e la sicurezza alimentare. L’8 Giugno si terrà il comizio finale in piazza Matteotti alle 20.00. 

martedì 22 maggio 2018

Per un punto Roccocò perse la cappa.


Le indagini filologiche cui mi dedico con afflato ardente riservano, sia pur di rado, grandi sorprese. La scorsa notte m'imbattei, ad esempio, in uno scritto nuovo che subito riconobbi "familiare". La centunesima novella spuria del Decamerone emersa dalle falde del tempo, eccitatissimo pensai; una storiella orfana delle celebri sorelle dei novellatori in fuga dalla peste di Florentia!

“Ser Roccocò di Santaniello” – questo il titolo della fabula perduta e ritrovata – occhieggiava boccheggiando tra volumi polverosi, implorando lo smarrito amplesso col lettore. La consegno dunque a voi, amici miei, affinché ne godiate come l’amante appassionato della pulzella sua.


“Ser Roccocò, ambizioso signore e aspirante cortigiano, mercante di poltrone in panno pregiato di Fiandra, viveva nella marca del piccolo Ducato di Santaniello. Ovunque andasse, era cosa cognita, mai si separava da un'antica copia della Retorica di Aristotile, di cui vantava conoscer ogni parola; il suo passo preferito era quello sui discorsi che dimostrano la verità apparente di una tesi per lo mezzo di un'acconcia persuasione – era cosa risaputa, del resto, ch’egli non s'affannasse punto nella ricerca della prova.

Quando corse voce che si sarebbe dovuto sostituire il gran Signore, ormai logorato dal potere, con un Principe nuovo, tosto Roccocò decise di candidarsi a rimpiazzarlo, all’uopo ricorrendo al libro sapienziale e ai madrigali sapidi di una lieta brigata di stornellator fedeli.

L’avversario che più temea era senza fallo Don Febo del Ponte, grande erudito, appena rientrato nel Ducato dopo lustri alla lontana corte dei Mori Barbareschi.

Fu così che Roccocò ritenne saggio screditarne la persona diffondendo una improbabile storiella che, in cuor suo sperava, avrebbe indotto le genti del Ducato a diffidar.

Fece affiggere così, sul portale della Chiesa cattedrale, una grande pergamena che narrava della volta in cui del Ponte, rimpatriato, prestò servizio in una Commissione deputata a fornir consigli sulla costruzione di palazzi, di canili e di torrazzi. Del Ponte – così era scritto – avrebbe agito in spregio della conoscenza sua e del codice d’onore della gilda solo per compiacere il gran Signore DucaConte Sagristanio, che in quel consesso l'avea nominato giusta la sua gran fama d’erudito. 

Imperciocché, andava blaterando Roccocò, non poteva riporsi gran fiducia in lui dal popolo, chè avendo già brigato col potere non poteva essere acclamato Conte nuovo.

Ma quando agli abitanti del Ducato, che non avean l’anello al naso, fu spiegato che del Ponte non fece altro che usar la scienza sua per giudicar sui palazzi, sui canili e sui torrazzi, e che se non ne avesse fatto uso avrebbe – allora si – tradito se stesso e la sua schiatta d’uomo onesto e retto, il dubbio iniziò tosto a serpeggiar.

Cosicchè, del Ponte concionò, pel sol fatto d’esser stato nominato alla carica dal DucaConte Sagristanio avrei dovuto oppormi a qualsivoglia costruzione, sebbene a regola d’arte disegnata e rispettosa delle leggi del Ducato?

Qual condotta vi par più riprovevole, chiese con occhio di bragia ai popolani accorsi nella Curia, la prima che non commisi affatto o la seconda che in verità fu mia? Avrei dovuto caducar ogni progetto per ambire, un giorno o forse mai, alla poltrona del Signore? 

Fu così che gli abitanti del Ducato, che non avean l’anello al naso, decisero di favorir la sua ragione; e quando venne il giorno lo acclamarono a gran voce nuovo Conte, consegnando Roccocò, abborracciato rètore, all'ignominia e all’onta più profonde”.

lunedì 21 maggio 2018

Vassalli, valvassori e valvassini.

Attacchi personali, stolide illazioni, grottesche insinuazioni: un arsenale di armi propagandistiche di distrAzione di massa  vetusto ma nutritissimo, quello dispiegato nel Ducato di Sant'Agnello contro il candidato sindaco del Movimento 5 Stelle.

È, questa, la triste realtà del piccolo potentato politico santanellese; stupefacente, pietrificata sopravvivenza della struttura di potere altomedievale della "signoria feudale".

I signori feudali ("vassalli"), che resero ereditario il diritto personale sul "feudo" loro concesso dal sovrano in cambio di fedeltà e incondizionata obbedienza, ne amministravano il territorio sulla base di un modello contrattualistico che si sostanziava nella stipula di un patto con settori più o meno ampi del corpo sociale, da cui erano però esclusi populus, minus habentes e servi della gleba. Da tale contratto derivavano diritti e obblighi reciproci e un generico "diritto al rifiuto dell'obbedienza" (che poteva giungere a configurarsi, nei casi estremi, come "diritto di resistenza" - all'epoca, tipicamente "attiva") da azionare quando il dominus ne violasse il contenuto.

I "vassalli" potevano a loro volta scegliere, tra i membri dell'aristocrazia locale di rango inferiore, i "valvassori" - ai quali, in cambio della fedeltà al signore, era affidata l'amministrazione di ampi territori del feudo. Alla base della gerarchia feudale si trovavano i "valvassini", scelti dai "valvassori" tra i ranghi dell'aristocrazia più bassa. 


Questa ragnatela di potere sapientemente tessuta permetteva al sovrano di controllare il territorio del regno assicurandovi una pace sociale coatta; imbrigliava, inoltre, ogni tentativo di ribellione all'ordine costituito da parte di populus e servitù della gleba.

Viaggiamo audaci lungo la linea del tempo, adesso. 

Sovrapponiamo, "trapiantandola" nella contemporaneità, la fisionomia politico-sociale della signoria feudale a quella odierna del Ducato santanellese: 

- Il "Re" è il "popolo sovrano" (ovvero i "cittadini-elettori" che stipulano con il sindaco da loro eletto una sorta di "contratto elettorale");

- Il "Vassallo" è il sindaco - che in virtù dell'investitura ricevuta dal corpo elettorale che lo elegge è tenuto a rispettare il programma e ad onorare le promesse elettorali (nonché ad amministrare il territorio nell'interesse della collettività, al di sopra di ogni interesse personale, cetuale, corporativo);

- I "Valvassori" sono la pletora di politici, politicanti, politicastri e politucoli locali che in cambio del diritto a partecipare all'occupazione e alla spartizione predatoria del potere giurano assoluta e incondizionata fedeltà al "sindaco-vassallo";

- I "Valvassini", invece, tutti coloro che si accontentano delle briciole, e pur di banchettare con gli avanzi sotto i tavoli del potere collaborano zelanti alla perpetuazione del servaggio politico mediante la tessitura di un infinito panegirico del "sindaco-vassallo" e dei suoi "valvassori" (aspiranti valvassori, aedi, giullari, giornalisti, giornalai, cantastorie, troubadours, blogger);

- Minus habentes e servi della gleba, infine, sono tra voi santanellesi gli ignavi, gli indifferenti, gli assuefatti, gli acquiescenti, i rassegnati. 

Fra poco più di due settimane costoro potrebbero riscattarsi, facendo di se stessi il "Re". Useranno il loro scettro? Si scuoteranno dall'apatia e dall'indifferenza? Usciranno dal limbo dell'acquiescenza e della rassegnazione? Abbatteranno politicamente, sostituendolo, il vecchio signore medievale che da tempo immemore occupa il potere? Sceglieranno Libertà, Cambiamento, Legittimità?





giovedì 17 maggio 2018

Il soffio potente di una nuova ragione storica.


La vicenda umana, la formazione, lo spessore intellettuale e professionale, il curriculum vitae, il virtuoso distacco dalle istituzioni percepite come luoghi deputati al concreto dispiegarsi della pratica dell’occupazione del potere, l'estraneità al limbo deteriore delle passioni politiche asservite all’interesse personale, cetuale o corporativo costituiscono l’immacolato biglietto da visita politico che Fabio Aponte può fieramente esibire alla cittadinanza santanellese. Su di esso, chiaramente impressa, la cifra di un solido sostrato etico che nessuna volgare, grossolana insinuazione potrà scalfire.


Saprete, forse, come l'Aponte abbia recentemente formalizzato, dopo l'ufficializzazione della sua candidatura alla carica di sindaco, le sue dimissioni da quella ricoperta, quale "esperto", in seno alla Commissione locale per il paesaggio (già Commissione Edilizia Integrata) del Comune di Sant'Agnello. 

Saprete, forse, che gli "esperti" membri di tale Commissione non sono nominati dal Sindaco ma dal Consiglio Comunale - con apposita deliberazione.

È probabile non sappiate, invece, che le prerogative di una Commissione locale per il paesaggio non si spingono oltre il controllo di “legalità”, sul mero piano contenutistico logico-formale, mirante ad accertare e asseverare la conformità di documenti nel cui merito si sia già espresso l’Ufficio Tecnico Comunale con parere favorevole alla normativa vigente in materia paesaggistica. Gli "esperti" membri della Commissione (geologi, storici dell'arte, tecnici specializzati in valutazioni d'impatto ambientale, etc.) forniscono a corredo, ove necessario, pareri attinenti ai propri specifici nuclei di competenza. Ogni valutazione che ecceda tali prerogative è dunque preclusa alla Commissione e ai suoi membri: è agevole inferire, perciò, come il loro operato non possa in nessun modo qualificarsi - nè sostanziarsi - come “politico”, essendo del tutto estraneo al circuito “decisionale” che presiede alla valutazione di merito dei progetti di volta in volta licenziati dai competenti Uffici dell’Ente Comunale e sottoposti al vaglio della stessa. 

Appare, quindi, financo superfluo sottolineare la capziosità, l’infondatezza, l’irricevibilità e la strumentalità delle esiziali insinuazioni di un foglietto scandalistico telematico locale (la pretesa opacità della condotta dell'Aponte nella sua qualità di esperto membro della Commissione e la fantasiosa ricostruzione secondo cui quella del M5S capeggiata da esso Aponte sarebbe nientepopodimenoche una lista "civetta" gravitante nell'orbita politica del sindaco uscente).  

All’azione politica del M5S è sconosciuta la logica consociativistica d’ancien régime: la nostra lista veicola istanze incompatibili con il melmoso coacervo di vaghe promesse e oscure piattaforme programmatiche degli altri schieramenti. 

Orgogliosamente rivendichiamo la nostra specificità: incarniamo il soffio potente di una nuova, superiore ragione storica; non rappresentiamo che noi stessi; aspiriamo unicamente, sia ben chiaro, a un cambiamento radicale nella prassi e nell’azione di governo affinché siano restituite ai cittadini di Sant’Agnello, da ben quattro lustri amministrati da un potentato politico dinastico il cui unico fine è perpetuare se stesso al potere, consapevolezza, entusiasmo, fiducia nelle istituzioni comunali.