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venerdì 10 agosto 2018

La svendita del Vallone dei mulini... una vergogna infinita.



Nel 2012  il sig. Mariano Pontecorvo, all’epoca dei fatti  assessore ai lavori pubblici del Comune di Sorrento,  acquistava  dagli eredi  della famiglia Mathieu, il complesso immobiliare Vallone dei Mulini, composto da n. 8 particelle, tutte riportate nel catasto terreni, composto da un’area di 4.550 mq. oltre il fabbricato già adibito a Mulino per un importo circa 300.000 euro, avete capito bene solo 300 mila euro. Ma come ha potuto il comune lasciare acquistare da un privato un sito storico così importante per la storia di Sorrento e dei Sorrentini?

Ma si sa certi politici  hanno la faccia di bronzo e giusto per conferma,  in un intervista rilasciata circa sei anni fa,  il Pontecorvo lascia intendere che i cittadini devono ringraziare il buon Dio per aver permesso a lui di aver salvato un bene storico della città da mani straniere e di essergli grati per il  grande  sacrificio economico sostenuto,  nel aver racimolato  l’enorme cifra, (si fa per dire) di 300.000 mila euro.  E a chi gli chiede del conflitto di interesse  lui candidamente risponde: "al momento della stipula del contratto non c’era alcun conflitto di interesse in quanto mi ero dimesso dalla carica di assessore ai lavori pubblici", senza precisare che le dimissioni le aveva date il  giorno dopo la firma del contratto preliminare. Arriviamo ai giorni nostri. È di qualche giorno fa la delibera di giunta con un atto di indirizzo all’ufficio tecnico di dare esecutività al progetto di ripristino della discesa pubblica al Vallone dei Mulini dopo avere effettuato  lavori di messa in sicurezza del costone e dei manufatti di proprietà comunale. Qui la delibera di giunta....https://bit.ly/2Mj2JES
Mi pongo alcune domane:
Ma vuoi vedere che il voler ripristinare l’accesso al vallone dei Mulini, tra l’atro a  spese dei cittadini, non sia altro che una sorta di risarcimento da pagare al proprietario per aver mandato a casa  il suo assessore e per tenere ancora in vita il sindaco e la sua giunta?
È stata accertata la restituzione, da parte del Pontecorvo al comune, e quindi ai cittadini,  delle due particelle  n° 109 e la n° 112 del foglio 3 catasto terreni atto del notaio Salvatore Montefusco del 24.09.1924  acquistate dal comune di Sorrento dagli eredi dei proprietari del vallone dei mulini?
E regolare  l'acquisto del vallone visto che tali particelle risultano ancora di proprietà del comune?
Perché il Comune spende una grossa cifra per il ripristino dell'accesso al vallone unicamente per raggiungere una particella di proprietà comunale che non ha alcuno sbocco visto che tutto il resto è proprietà del pontecorvo?  
Visto che esiste l'accesso al pubblico  si spenderanno altri soldi dei cittadini per la messa in sicurezza del costone in modo da consentire poi al Pontecorvo di  valorizzare il suo mulino?

Avviati i lavori si presenterà la necessità di realizzare un ascensore essendo la scalinata non idonea a  tutto a beneficio del privato a spese dei cittadini?  
Di certo non staremo a guardare con le mani in mano....

Rosario Lotito

Di seguito,  giusto per chi crede ancora nella befana,  l’intervista, riportata alcuni giorni fa da Positano News fatta nel 2012 al Sig. Mariano Pontecorvo.

«Sei anni fa, durante il primo mandato del sindaco Giuseppe Cuomo – continua Pontecorvo – mi impegnai affinché fosse il Comune di Sorrento ad acquistare il Vallone dei Mulini, ma il bilancio non consentiva l’acquisto, a causa dei debiti ereditati dalla vecchia amministrazione, per i quali fummo costretti a vendere una serie di immobili comunali per evitare di sforare il patto di stabilità. Presa coscienza di questa situazione decisi di fondare una società, il Maccheronificio appunto, per evitare che il vallone, patrimonio storico e naturalistico del nostro territorio, diventasse di proprietà di stranieri rendendoci ospiti a casa nostra, come purtroppo è accaduto per villa Tritone. Riusciti nella nostra impresa, abbiamo elaborato dei progetti per il consolidamento dei costoni e la messa in sicurezza del mulino. Sempre come società abbiamo comprato parte del sottosuolo della proprietà adiacente all’ingresso del parcheggio Stragazzi per la realizzazione di un ingresso al vecchio percorso pedonale, con progetto già approvato. I nostri interventi mirano a preservare la bellezza storica del sito e riteniamo che la realizzazione della seggiovia non rispetti tale requisito. Tengo particolarmente a questo luogo, perché la mia famiglia è stata affittuaria del Mulino quando si pagava in ducati d’argento, per questo mi sto impegnando, anzi ci stiamo impegnando, affinché gli sia resa giustizia. Noi siamo i veri guardiani del Vallone dei Mulini, il tempo ci darà ragione».



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